Il problema dell’umidità di risalita capillare è una gravissima malattia delle murature che affligge gli edifici storici del nostro patrimonio costruito. Dal Nord al Sud, sono centinaia i condomini e le abitazioni mono e bifamiliari che sono compromesse da questo annoso problema. Il risanamento è possibile e definitivo, grazie alla conoscenza e applicazione della tecnologia CNT. Edifici d’epoca così come strutture di più recente edificazione sono la nuova frontiere da risanare per garantire a tutti il diritto di vivere in case sicure, salubri e sostenibili.

LA CASE HISTORY

A Roma, l’esperienza di una professionista che ha conosciuto la CNT come committente

roma cnt condominio

Siamo a Roma, in via Monte delle Gioie, in un condominio come tanti fra quelli che popolano i nostri centri abitati. Protagonista di questa storia di risanamento è Rosa Danza, architetto e (al tempo stesso) committente, perché proprietaria di un’unità immobiliare nell’edificio.

«Da anni – racconta l’architetto – combattevamo con un annoso problema di umidità di risalita, che rendeva inagibili diversi locali, a partire dalle cantine. Nonostante diversi interventi, per supplire anche alla mancanza di finestre e condotti di aerazione, il problema non era risolto. Basti pensare che l’impianto di deumidificazione d’aria inserito nel locale cantina sottostante e pertinente al nostro appartamento prelevava dall’ambiente circa 30 litri d’acqua a settimana».

L’esigenza di vendere o affittare un’unità immobiliare posta al piano interrato dell’immobile aveva portato tutti i proprietari a ragionare, insieme all’amministratore, su come risanare l’edificio. Si era proceduto a ripulire anche l’intercapedine intorno al basamento per risanare la fognatura e arieggiare le mura, ma nulla è servito. Alla fine, il progetto di messa a reddito dell’unità è stato accantonato.

La risoluzione è arrivata attraverso la conoscenza della tecnologia CNT. «Come architetto – prosegue la professionista – mi è capitato di seguire un corso organizzato dall’Ordine di Roma di aggiornamento e perfezionamento in tema di restauro di beni storici e monumentali. Qui sono venuta a conoscenza della tecnologia CNT, che si è dimostrata il punto di svolta».

A seguito di una mappatura e analisi termografica con infrarossi della struttura, nei locali cantinati è stata individuata l’umidità di risalita ed è stato progettato l’intervento di risanamento (clicca qui per le termografie). Sono stati installati nel palazzo due apparecchi, all’uscita delle scale A e B e vicino ai quadri elettrici, ciascuno con raggio d’azione di 15 m così da coprire complessivamente gli oltre 400 metri quadri del piano cantinato.

«Nel 2012 è stata eseguita l’installazione. Nel 2014 i tecnici della Domodry sono tornati a eseguire la verifica finale dello stato di asciugamento raggiunto dalle murature: le immagini termografiche avevano completamente cambiato colore, a testimonianza della totale scomparsa della preesistente umidità di risalita. Nel frattempo, la sensazione di asciutto era palpabile. Lo stesso impianto di deumidificazione d’aria, che tutt’oggi è in funzione allo scopo di mantenere regolata l’umidità dell’aria ambiente, scarica appena 2 o 3 litri a settimana contro i precedenti 30. In una sola cantina era rimasta presente l’umidità: perché lì la causa non era la risalita, ma la rottura di una tubazione. Il risanamento di tutta la restante parte della muratura, ci ha consentito di individuare il grave problema localizzato, che era rimasto prima sotto traccia perché occultato dalla presenza preponderante dell’umidità di risalita».

Dal 2012 ad oggi sono passati dieci anni. Di recente, una nuova indagine ha confermato ciò che è sotto gli occhi di tutti. Il risultato c’è ed è costante nel tempo, anche a lungo termine. «Motivo per cui – prosegue l’architetto Danza – questa tecnologia l’ho consigliata negli anni anche ai miei clienti. Dopo averla testata come committente».