Il valore dell’anamnesi e della diagnostica è il principio guida della Tecnologia a Neutralizzazione di Carica – CNT. Valore che il Gruppo Domodry Leonardo Solutions condivide e sostiene – in qualità di socio – con l’associazione Codis, impegnata nella tutela e nella valorizzazione di tutte le figure professionali e aziendali legate al mondo della diagnostica e della sicurezza sia delle infrastrutture, sia dei beni culturali.

L’obiettivo è quello di diffondere la cultura della diagnosi tra i professionisti, ancora poco consapevoli dell’importanza di questo strumento e poco incentivati a farlo. «I tecnici del settore edile dovrebbero lavorare esattamente come gli operatori sanitari. Questi ultimi non farebbero mai una prescrizione medica senza prima avere una diagnosi sicura». A sostenerlo è Eduardo Caliano, Presidente di Codis l’associazione di categoria che rappresenta i tecnici esperti in diagnostica strutturale ed in rilievo.

Qual è la visione della diagnostica tra i professionisti?

«Molto spesso la diagnostica non viene percepita per il valore che apporta alla fase di progettazione. Gli stessi tecnici non la considerano come un’opportunità. Per assurdo in alcuni contesti la figura del tecnico diagnosta, che arriva con le sue strumentazioni sulla scena del cantiere, è percepita come un problema o, peggio, come un avversario del progettista. Questo non accade nel settore industriale dove le tecniche di indagine sono parte integrante del processo di verifica della qualità della produzione. L’edilizia, invece, è penalizzata dalla componente artigianale del processo che caratterizza le imprese del settore».

Come ovviare al problema?

«Occorre diffondere una nuova cultura professionale che parta dalla formazione accademica e sia sostenuta dagli ordini e dai collegi di categoria. Sono ancora poche le facoltà di ingegneria in cui la diagnostica viene insegnata in modo approfondito. L’approccio è globale e diluito nei vari corsi. Anche il mondo del restauro è indietro su questo aspetto; per un intervento di recupero ci si affida ancora alle conoscenze empiriche e non a quelle scientifiche della diagnostica. A mio modo di vedere in futuro, nelle equipe progettuali, accanto alle varie figure tecniche (strutturisti, impiantisti, specialisti del restauro, etc.) dovremmo inserire anche la figura del tecnico diagnosta.

Gli incentivi statali alla diagnostica potrebbero cambiare il quadro attuale?

«Oltre alla componente formativa, un ruolo chiave è quello esercitato dalle istituzioni. Pertanto, un “bonus” per la diagnosi rappresenterebbe un importante incentivo. La diagnostica così non sarebbe percepita come una spesa ma, come un’opportunità. Si tratta di uno strumento fondamentale per intercettare esattamente il problema, circoscriverlo e intervenire solo dove necessario.

Senza considerare che nella conservazione del patrimonio pubblico, sia storico che infrastrutturale, la diagnostica ci consente di prevenire e di programmare interventi meno invasivi, meno costosi e meno impattanti nella gestione del cantiere, evitando di impedire la fruibilità di un luogo pubblico per lunghi periodi, come purtroppo spesso avviene».

Quali sono le azioni e le attività che il Codis porta avanti per diffondere la cultura della diagnosi tra i professionisti?

«Abbiamo collaborato con le istituzioni alla creazione dei laboratori autorizzati dal Ministero delle Infrastrutture per la diagnostica strutturale. Nei primi mesi del 2023 abbiamo lavorato al Codice degli Appalti per introdurre il principio che prevede un quadro economico preciso da destinare alla diagnostica, che fino a quel momento, nei progetti di risanamento di grandi opere, era a carico del professionista.

Stiamo cercando di recuperare un gap nella rappresentanza della categoria rispetto alle istituzioni e in ultimo di creare un prezzario nazionale unico».

La diagnostica è un tema fondamentale per il Gruppo Domodry Leonardo Solutions. Dal suo punto di vista, qual è il valore della Tecnologia a Neutralizzazione di Carica – CNT?

«Tutto quello che sposa un processo che inizia con l’anamnesi, continua con la diagnosi e si conclude con una soluzione mi trova favorevole. Ed è questo il caso della Tecnologia CNT. Si tratta di una tecnologia evoluta che ha tutti i presupposti per raggiungere una larga diffusione sul mercato».

 

CV EDUARDO CALIANO

Laureato in ingegneria Civile – Edile presso l’Università degli Studi di Salerno e dottore di ricerca in ingegneria Civile per l’Ambiente ed il Territorio. Dal 2006 avvia la sua specializzazione nel settore della diagnostica applicata ai beni monumentali prima attraverso il corso di Perfezionamento Universitario in Ingegneria per i Beni Culturali e l’International School in Conservation of Historical, Monumental and Archaeological sites (2011). Dal 2010 alla data odierna è funzionario in part time della Provincia di Salerno. Nel 2007 fonda, con l’ing. Nicolino Messuti, una delle prime aziende italiane per la diagnostica e consolidamento su beni architettonici e culturali, la Istemi srl. Nell’ultimo quinquennio ha eseguito diverse attività di ricerca scientifica e sperimentazione nel campo della diagnostica applicata ai beni culturali con particolare orientamento verso i beni monumentali ed archeologici. Ha altresì effettuato campagne di indagini diagnostiche e di archeologia preventiva in aree di interesse archeologico sia in Italia che all’Estero. Dal 2018 è presidente della Codis – Associazione per il Controllo, la Diagnostica e la Sicurezza di strutture, infrastrutture e beni culturali, con la quale è impegnato in un processo di riforma del settore dei controlli sulle strutture esistenti volto a rafforzare sia il ruolo dei professionisti che delle aziende operanti nel settore.

Dal 2019 è docente nei corsi di formazione del personale addetto ai controlli non distruttivi ai sensi della UNI PdR 56:2019.