La malattia di Giacomo Leopardi: a pesare sulla salute del poeta può forse aver inciso anche un fenomeno di insalubrità della stanza in cui ha vissuto. I muri della camera da letto del poeta di Recanati erano affetti da una consistente umidità da risalita capillare: un ambiente non sano e un forte degrado delle murature. L’ambiente è stato risanato lo scorso anno grazie all’installazione della Tecnologia a Neutralizzazione di Carica C.N.T., un esclusivo sistema non invasivo, a brevetto italiano, già installato con successo in migliaia di edifici tra abitazioni private e importanti palazzi storici, tra cui Palazzo Te a Mantova e Villa Reale di Monza. 

Le Brecce, uno degli annessi del Palazzo che fu abitato da Giacomo Leopardi e suo fratello Carlo, e che fino ad ora era stato in uso esclusivo della famiglia, è stato aperto al pubblico lo scorso giugno, anche grazie ad una importante opera di restauro, volto a sanare alcune patologie legate alla presenza di materiali ormai ammalorati in copertura ma soprattutto all’umidità di risalita che affliggeva questa parte del Palazzo sin dalla sua edificazione.

«Ubicati tra il giardino di ponente e quello di levante – afferma l’Ing. Stefano Donati, responsabile del progetto – i nuovi appartamenti vennero fatti edificare dal conte Monaldo per garantire ai suoi figli adolescenti indipendenza e intimità. Costruiti su zona ghiaiosa di arenaria, esposti a nord e quindi con scarsa possibilità di godere dell’irraggiamento solare, nonostante i progettisti dell’epoca avessero preso già qualche precauzione strutturale (il pavimento ventilato, qualche intercapedine e poco altro), gli ambienti erano sempre stati interessati dal problema dell’umidità. La stanza di Giacomo, poi, era la più compromessa, lontana dal Palazzo centrale e con tre lati completamente esposti. Il tempo ha fatto il resto e così, quando abbiamo iniziato a valutare l’intervento, ci siamo trovati davanti a una sorta di sauna fredda».

Sì, perché il pavimento delle stanze, una palladiana monolitica con decori di gran pregio artistico, era coperto interamente da efflorescenze bianche alte qualche centimetro. “Un pavimento con la barba – scherza l’ingegner Donati – Per risolvere il problema nella maniera tradizionale, avremmo dovuto rimuovere tutto il pavimento, creare un’aereazione e riposizionarlo, perdendo completamente il bene. Ma la nostra intenzione era di far rivivere lo spazio e poterlo mostrare così come lo vedeva Giacomo con i suoi occhi quando vi abitava”. I tecnici iniziano così a valutare quale tecnologia adottare, alla ricerca di un sistema non invasivo, che permettesse di risolvere il problema salvaguardando il bene.

«Esistono diversi sistemi – prosegue l’ingegnere – li abbiamo presi in considerazione tutti, ma la soluzione sviluppata da Domodry, che utilizza la tecnologia CNT, è stata quella che ci ha convinto di più, proprio perché permette, installando questo dispositivo wireless all’interno dell’edificio, di neutralizzare la carica elettrica dell’acqua presente nel terreno a contatto, interrompendone la risalita attraverso i capillari delle murature.

 Una volta interrotta la risalita dell’acqua, abbiamo lasciato tempo alle murature di asciugarsi. L’immobile ha reagito molto bene, essendo ottocentesco e non presentando matrici cementizie, ha una capacità evaporativa molta alta. Il risultato è stato molto soddisfacente: eliminata l’umidità di risalita, abbiamo potuto effettuare il restauro dei decori pittorici sulle pareti. Il dispositivo CNT continua ancora oggi ad operare, peraltro estendendo il campo di azione anche alle stanze limitrofe, migliorando decisamente tutta la zona».

Oggi l’immobile si presenta sano e, grazie ad un attento restauro che ha rimosso le sovrammissioni pittoriche, è stato riportato alla luce l’impianto decorativo originario delle camere di Carlo e Giacomo, dal gusto tipicamente settecentesco sia nei soggetti raffigurati che nella gamma cromatica, donando agli ambienti l’antico fascino che il Poeta vide con i suoi stessi occhi.

 

Daniela Dirceo

 

La case history è stata raccontata il 27 gennaio a Klimahouse Digital 2021