Il tema dell’umidità, e in particolare dell’umidità di risalita, è destinato a diventare finalmente una priorità nel mondo del restauro e dell’edilizia. I nuovi aggiornamenti dei CAM – i Criteri Ambientali Minimi, di prossima pubblicazione su iniziativa del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – ne sanciranno l’importanza, ponendo fine a decenni di sottovalutazione e approcci approssimativi. In questo scenario, la parola chiave diventa “diagnosi”. A sottolinearlo con forza è l’ing. Bruno Moscariello, termografo certificato di terzo livello, coordinatore della Commissione Termografia dell’AIPND (Associazione Italiana Prove Non Distruttive) e titolare della società Ingegni, da anni impegnata nel monitoraggio tecnico avanzato e nei rilievi energetici.
L’umidità ignorata e la rassegnazione del settore
«Il problema dell’umidità di risalita è stato storicamente sottovalutato», spiega Moscariello. «In parte perché non si è mai trovata una soluzione definitiva, e in parte perché sembrava un problema secondario rispetto ad altre urgenze dell’edilizia. Questo ha generato una sorta di rassegnazione nel settore: si è finito per convivere con il problema anziché affrontarlo davvero». Eppure, l’umidità di risalita rappresenta una minaccia costante per il patrimonio edilizio, in particolare quello storico. È su questo terreno che il ruolo della diagnosi diventa cruciale, perché solo conoscendo scientificamente il fenomeno si possono adottare contromisure realmente efficaci.
CNT: quando la tecnologia si fa metodo
Uno dei pochi esempi virtuosi in questo campo è la Tecnologia CNT, che Moscariello conosce a fondo: «La prima differenza, semplice ma fondamentale, rispetto alle altre soluzioni presenti sul mercato è che la CNT funziona. L’ho potuto verificare personalmente in numerosi cantieri, con rilievi tecnici regolari e indipendenti. Non solo: è l’unico sistema che ha aperto le sue installazioni a verifiche scientifiche da parte di università ed enti di ricerca, accettando il confronto con la realtà dei dati». Un altro elemento distintivo è il monitoraggio costante: «questo non è solo un servizio in più, ma una vera garanzia tecnica. Se non funzionasse, sarebbe un autogol clamoroso».
Il caso del Museo di Capodimonte: diagnosi, prova ed evidenza
L’esperienza forse più significativa è quella condotta nel Museo di Capodimonte a Napoli. «In questo luogo di grande pregio – racconta Moscariello – abbiamo potuto certificare non solo un miglioramento ma la risoluzione completa del problema di umidità, in particolare nei sotterranei, ambienti molto sensibili dove si conservano opere d’arte di grande valore». Il valore della diagnosi e del monitoraggio scientifico è emerso con chiarezza anche da un fatto imprevisto: «In alcune zone, per motivi di gestione interna, il dispositivo CNT era stato temporaneamente disattivato. In quei locali abbiamo registrato un netto peggioramento dei parametri: l’umidità è tornata a salire, a differenza delle zone dove l’apparecchiatura è sempre rimasta attiva. È stata la conferma definitiva dell’efficacia del sistema».
Cantieri, metodo e verifica
L’esperienza di Capodimonte non è isolata. Moscariello ha effettuato rilevazioni e monitoraggi anche in altri contesti di pregio come Villa Doria D’Angri e Palazzo Salerno a Napoli, e alla Villa Reale di Monza, con esiti analoghi: «Sono ambienti difficili, stressati dal punto di vista idrometrico, dove però la Tecnologia CNT ha funzionato con continuità. Dobbiamo uscire – conclude Moscariello – dalla logica della ‘scatoletta magica’, del caso fortunato. Il sistema funziona perché è supportato da diagnosi scientifica, da monitoraggi seri e continui. In alcuni cantieri, anche dopo molti anni, i risultati si mantengono stabili. Non è fortuna, è metodo». E i dati lo confermano: in diversi interventi, i livelli di efficacia si sono mantenuti nel tempo, anche oltre i dieci anni di operatività. In alcuni casi, come per installazioni attive dal 2009, le misurazioni più recenti confermano l’efficacia della tecnologia.
Con la sua società INGEGNI, partner tecnico dei Cantieri del CNT-APPs, Moscariello contribuisce a dimostrare che la vera innovazione non sta solo nei materiali, ma nella cultura della misurazione, della verifica e della trasparenza tecnica.
Curriculum Vitae
Bruno Moscariello è Ingegnere Elettrotecnico, libero professionista, esperto in efficientamento energetico e prove non distruttive (CND) mediante termografia, sia in ambito civile che industriale. È Direttore Tecnico della Ingegni Srl, azienda specializzata in consulenze energetiche, diagnostica termografica avanzata (anche con droni), impianti elettrici e tecnologie elettroniche. Certificato Livello 3 in Termografia Infrarossa secondo le normative UNI EN ISO 9712:2022 e UNI 11931:2024, Moscariello è Coordinatore della Commissione di Studio “Termografia IR” per l’AIPnD, oltre che Energy Manager – EGE in ambito industriale (UNI 11339:2009). È inoltre ispettore certificato di ponti e viadotti. Svolge da anni attività di consulenza tecnica e docenza per grandi aziende del settore energetico, oltre a collaborare con l’ITS TEC MOS di Maddaloni nei corsi sulla manutenzione delle infrastrutture e dei veicoli ferroviari.